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La Corte europea dei diritti dell'uomo non riesaminerà la sentenza con la quale, nello scorso febbraio, definiva discriminatorie le modalità applicate in Svizzera per il calcolo delle rendite di invalidità delle persone occupate a tempo parziale.

Il rinvio della vicenda alla Grande Camera, richiesto dalle autorità elvetiche, è infatti stato respinto e la sentenza è quindi definitiva.

La vicenda riguarda una donna sangallese, costretta a ridurre il tempo di lavoro in seguito a problemi alla schiena. Aveva chiesto e ottenuto una rendita di invalidità parziale, che le era stata revocata dopo che aveva dato alla luce due gemelli.

Dopo il parto, l'Assicurazione Invalidità, utilizzando il cosiddetto calcolo "misto", aveva ritenuto che l'interessata non ne avesse più diritto. Secondo i giudici di Strasburgo, chiamati in causa dalla donna, bisogna applicare metodi di calcolo "che rispettino meglio la scelta delle donne di lavorare a tempo parziale dopo la nascita di un figlio".

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SDA-ATS