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BERNA - Dal 2011 i prelievi salariali per finanziare le indennità di perdita di guadagno (IPG), cresciute soprattutto per coprire i costi generati dai congedi maternità, aumenteranno probabilmente di 0,2 punti percentuali (a 0,5), equamente distribuiti tra dipendenti e datori di lavoro. Nei prossimi anni lo Stato sociale richiederà ulteriori prelievi.
La revisione dell'ordinanza relativa alle IPG è attualmente in corso. L'ultima parola spetta al Consiglio federale. Gli 0,2 punti percentuali erano già stati annunciati nella campagna in vista della votazione su un congedo maternità generalizzato di 14 settimane, tenuta nel 2004, ha ricordato Regina Berger, dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), commentando un'informazione odierna della "Neue Zürcher Zeitung".
L'aumento del prelievo salariale interviene comunque più tardi di quanto inizialmente previsto, ha detto la Berger, spiegando che l'evoluzione delle spese per le IPG è stata migliore del previsto. Alla fine di quest'anno però le riserve non rispetteranno più il limite legale: il fondo IPG va quindi rimpolpato. Per una riduzione delle prestazioni coperte dalle IPG sarebbe necessaria una modifica di legge.
L'aumento del prelievo salariale è essenzialmente dovuto alle spese per i congedi maternità introdotti dal primo luglio 2005. Tutte le donne che svolgono un'attività lucrativa, dopo aver partorito ricevono l'80% del loro salario medio per quattordici settimane.
I prelievi salariali per le IPG, di cui beneficiano anche le persone che prestano servizio militare, servizio civile o servizio di protezione civile, attualmente ammontano allo 0,3% dello stipendio (suddivisi esattamente a metà tra salariato e datore di lavoro).

SDA-ATS