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Rallenta la crescita dei premi assicurativi a livello mondiale: in termini reali nel 2016 si è attestata al 3,1%, contro il 4,3% del 2015. A livello nominale la progressione è stata del 2,9% a 4732 miliardi di dollari.

I dati emergono dal periodico studio Sigma pubblicato dalla compagnia di riassicurazione Swiss Re. L'indebolimento della crescita - avvenuto in un anno in cui l'aumento del prodotto interno lordo planetario è stimato al 2,5% - è dovuto all'evoluzione in atto in Europa occidentale e nel Nordamerica, ma anche nei paesi emergenti la dinamica ha perso vigore. L'eccezione è costituita dalla Cina, che continua a presentare incrementi consistenti.

Nel comparto vita il volume di premi è salito in termini reali del 2,5% a 2617 miliardi di dollari. L'anno precedente si era osservato un +4,4%. La crescita del 2016 è comunque sempre superiore alla media degli ultimi dieci anni, che è di +1,1%. I paesi più sviluppati mostrano solo un +0,5%, mentre la Cina spicca con un +17% (+8% nella media del decennio).

Il settore non vita mostra un balzo del 3,7% a 2115 miliardi (+4,2 nel 2015, +2,0% media 10 anni). Anche in questo caso la Cina brilla con +20%, mentre gli stati più avanzati mostrano solo un +2,3%.

Il mercato assicurativo più importante rimane quello statunitense (1350 miliardi), seguito dal Giappone (471), che è tallonato dalla Cina (466): nel 2000 il paese comunista era ancora solo in 16esima posizione.

Le sfide per le compagnie rimangono legate ai bassi tassi di interesse, che mette sotto pressione la redditività. Per il futuro gli esperti di Swiss Re si aspettano un'accelerazione della crescita nel comparto vita, specie nei paesi emergenti (in primo piano Cina e India), ma non solo. Nel ramo non vita la progressione sarà per contro moderata.

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SDA-ATS