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Patrick Odier, l'attuale presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) (foto d'arichivio).

Keystone/WALTER BIERI

(sda-ats)

L'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) si appresta ad entrare in una nuova era: il 20 giugno nominerà probabilmente un nuovo presidente, che quasi sicuramente per la prima volta nella sua storia non sarà un banchiere privato.

Il processo di designazione del successore del ginevrino Patrick Odier ha già rotto con la tradizione dell'organizzazione, che ha 104 anni: per la prima volta è stata infatti creata una commissione di ricerca. È anche possibile che la funzione non rimanga più onoraria, ma sarà retribuita, considerato il dispendio di tempo che comporta.

Praticamente sicuro è anche che il prescelto non sarà né un banchiere privato basilese né uno ginevrino. "Le chances che si rompa con questa tradizione non sono mai state così elevate", ha indicato lo storico Robert Vogler, che ha lavorato sulla storia dell'ASB in occasione dell'anniversario del secolo di vita.

In passato - spiega Vogler - veniva preferita la figura del banchiere privato perché ispirava serietà e fiducia, e anche perché era necessario avere tempo libero a disposizione. L'epoca d'oro delle banche private è però tramontata: gli istituti di questo tipo erano 50 nel 1780, per scendere a 22 nel 1990 e a solo 7 nel 2014.

Le altre banche potrebbero approfittare della situazione per aumentare la loro influenza, anche perché si sentivano non sufficientemente ascoltate dall'associazione, ha confermato Markus Gygax, numero uno di Valiant e presidenze delle banche regionali RBA-Holding. "Non è giusto che solo la gestione patrimoniale sia considerata importante: l'attività di credito, fondamentale per l'economia, merita maggiore attenzione".

Secondo Gygax è però importante che le banche tornino a formare un fronte unito nei confronti del mondo politico, ciò che in passato non è stato il caso. A suo avviso non è fondamentale da quale settore arrivi il nuovo presidente, l'essenziale è che parli a nome di tutti gli istituti.

Secondo voci che circolano sui media alla presidenza potrebbe giungere Pierin Vincenz, ex CEO del gruppo Raiffeisen. A suo favore gioca la notorietà e anche l'esperienza a livello cooperativo. Secondo lo storico Vogler la funzione richiede infatti soprattutto capacità integrative, poiché mai nella storia dell'ASB le differenze di interesse in seno all'associazione sono state così grandi.

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SDA-ATS