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WASHINGTON - Un astronomo americano ha annunciato di avere individuato nella Via Lattea una stella distante 3'260 anni luce che potrebbe esplodere tra 10 milioni di anni mettendo a repentaglio la sopravvivenza dell'umanità. Ma le sue conclusioni sono contestate a Washington da altri specialisti.
Secondo l'astronomo Edward Sion, la nana bianca T Pyxidis, che ha mostrato segni di esplosione a intervalli di 20 anni succhiando energia da una stella vicina, ha interrotto questo ciclo (dal 1967 non vi sono state più esplosioni).
Questa interruzione potrebbe segnalare l'inizio per T Pyxidis di un ciclo diverso: senza gli sfoghi periodici la sua massa continuerebbe a crescere inesorabilmente diventando una supernova destinata a produrre una gigantesca esplosione in futuro (ma si parla di milioni di anni) con la emissione di radiazioni in grado danneggiare gravemente anche lo strato di ozono della Terra.
La ricerca di Sion (che guida un team della Villanova University) è stata presentata a Washington al congresso annuale dell'American Astronomical Society. Ma alcuni colleghi hanno contestato le sue conclusioni catastrofiche affermando che T Pyxidis, anche accettando lo scenario peggiore, dovrebbe essere dieci volte più vicina alla Terra di quanto è effettivamente per causare i danni descritti da Sion.

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SDA-ATS