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ATA chiede più sicurezza sulle strisce pedonali

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2011 - 11:41
(Keystone-ATS)

L'Associazione Traffico e Ambiente (ATA) ha lanciato una campagna per migliorare la sicurezza di chi va a piedi, soprattutto ai passaggi pedonali. In una conferenza stampa oggi a Berna ha fra l'altro presentato due opuscoli che offrono consigli a pedoni e automobilisti.

La campagna dedica particolare attenzione ai bambini e agli anziani, che sono le categorie più esposte ai pericoli della strada. Dare la colpa agli "automobilisti pericolosi" o ai "pedoni sventati" non migliora certo la sicurezza, ha sottolineato la presidente dell'ATA Franziska Teuscher. A tal fine sono molto più efficaci la comprensione e il riguardo reciproci, e soprattutto l'attenzione.

Chi va a piedi deve essere prudente quando attraversa la strada, farsi notare, e specialmente dare sempre un'occhiata quando deve passare la seconda carreggiata. Il principio da seguire è: "aspetta-guarda-ascolta-cammina". E in caso di dubbio è meglio attendere che le ruote del veicolo siano ferme. Un abbigliamento chiaro o vistoso contribuisce alla sicurezza.

I conducenti devono invece essere capaci di molta previsione e prestare maggiore attenzione in presenza di vecchi o bambini. Al passaggio pedonale è meglio fermarsi del tutto e aspettare pazientemente. La polizia insegna ai ragazzi che possono attraversare solo a ruote ferme.

Nel 2010 circa un quarto delle persone decedute nel traffico stradale erano pedoni. Ben 75 sono morti e 706 sono rimasti feriti in modo grave. Sulle strisce pedonali ci sono stati 20 morti e 270 feriti.

L'incidente che avviene più sovente è un investimento nell'abitato con l'auto che viaggia lungo un rettilineo. L'ora più pericolosa per chi è appiedato è fra le 17 e le 18, mentre avvengono nettamente meno incidenti nelle ore mattutine. Nel 61% degli incidenti la responsabilità è da attribuire all'automobilista, nel 20% ai pedoni e nel 19% ad entrambi.

Le persone anziane sono la categoria più in pericolo, poiché in caso di collisioni riportano ferite maggiori. Spesso una caduta significa la fine della loro autonomia. La metà dei pedoni uccisi l'anno scorso aveva oltre 60 anni.

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