Navigation

Attacchi Mumbai: ministro, 007 non avevano avuto avvisaglie

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 luglio 2011 - 09:40
(Keystone-ATS)

L'intelligence indiana non aveva ricevuto alcuna informazione sull'attentato di Mumbai. "Non possiamo parlare di fallimento dei servizi, perchè l'attacco potrebbe essere opera di piccoli gruppi operanti nella clandestinità e che hanno scarsi contatti tra di loro", ha detto ai giornalisti il ministro dell'Interno P.Chidambaram che si trova nella metropoli per coordinare le indagini. Il ministro non ha però indicato alcuna pista particolare.

Tra i sospetti della prima ora ci sono i militanti islamici estremisti degli Indian Mujahiddin, collegati ai fondamentalisti pachistani, interessati a creare tensione prima del vertice bilaterale indo-pakistano fissato il 26 luglio.

Ma non è esclusa anche la presenza della criminalità organizzata, che domina un gigantesco racket a Mumbai con una vasta ramificazione di collusioni con la comunità mussulmana, e che avrebbe voluto colpire in particolare i commercianti di oro e di diamanti di Opera House e Zaveri Bazar, dove sono stati piazzati due dei tre ordigni rudimentali (Ied) azionati con un timer.

A questo proposito, gli investigatori hanno escluso la presenza di un kamikaze, come ipotizzato dalla stampa indiana dopo il ritrovamento di fili elettrici addosso a una vittima.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?