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Attacco a base in Iraq, raid Usa contro gruppi pro-Iran

Il ministro delle difesa americano Mark Esper (foto d'archivio). KEYSTONE/AP/Jacquelyn Martin sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 13 marzo 2020 - 08:58
(Keystone-ATS)

Raid americani in Iraq mirati ai membri di gruppi iraniani ritenuti responsabili dell'attacco alla base in Iraq che ha ucciso due soldati americani e uno inglese.

Lo riportano i media americani citando fonti, secondo le quali i raid sono un'operazione congiunta con la Gran Bretagna. I raid sarebbero mirati a colpire i depositi di armi dei gruppi iraniani all'interno dell'Iraq.

Nel mirino dei raid americani ci sono cinque o sei target nel sud dell'Iraq. L'obiettivo dell'operazione è quello di distruggere razzi simili a quelli che hanno ucciso i due soldati americani e quello inglese.

Poco prima dei raid il ministro della Difesa americano, Mark Esper, aveva detto chiaramente che gli Stati Uniti "non tollereranno attacchi contro la nostra gente, i nostri interessi e i nostri alleati. Tutte le opzioni sono sul tavolo".

A condannare l'attacco anche l'Unione Europea e il primo ministro inglese Boris Johnson. "Il lavoro della coalizione deve essere preservato in stretta collaborazione con le autorità irachene": un'escalation in "Iraq e nella regione deve essere evitata a tutti i costi" aveva detto l'Ue.

Difendendo la residua presenza militare britannica in Iraq come un fattore "di stabilità e di sicurezza" per quel Paese, Johnson aveva assicurato che la Gran Bretagna era "in stretto contatto con i partner della Coalizione per determinare esattamente cosa sia accaduto".

L'attacco alla base di Taji, vicino Bagdad, è il ventiduesimo contro interessi americani in Iraq dalla fine di ottobre.

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