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"Una risposta individuale e naturale alla violenza israeliana". Così il capo del dipartimento per i media di Fatah (il partito del presidente Abu Mazen) Munir al-Jaghoub ha definito l'attacco terroristico di Tel Aviv.

"Israele - ha continuato il portavoce - deve capire le conseguenze della demolizione di abitazioni, il trasferimento forzato di palestinesi, i raid dei coloni alla moschea di Al-Aqsa e gli omicidi a sangue freddo ai checkpoint".

Anche il Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp) ha definito l'attacco come una "reazione naturale" e un "cambio di paradigma" di questa Intifada, sottolineando che il luogo della sparatoria - nei pressi del Ministero della Difesa - è un "forte messaggio" per il nuovo ministro Avigdor Lieberman e che "la resistenza armata è la maniera migliore per ottenere i diritti dei palestinesi".

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SDA-ATS