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Attentato Marrakech: inchiesta MPC

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 maggio 2011 - 16:12
(Keystone-ATS)

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha aperto un'inchiesta in relazione all'attentato dinamitardo dello scorso 28 aprile a Marrakech, che ha causato la morte di 17 persone tra cui tre giovani ticinesi, il 25enne Corrado Mondada di Sementina, il 23enne André da Silva (di passaporto portoghese) e la 25enne Cristina Caccia, entrambi di Cadenazzo.

Il procedimento è diretto contro ignoti, ha indicato oggi all'ATS la portavoce della Procura federale Jeannette Balmer, confermando una notizia della radio svizzerotedesca DRS, senza fornire maggiori indicazioni. L'MPC - si è limitata ad aggiungere - è in contatto diretto con le autorità responsabili del Marocco.

Secondo il ministero degli interni marocchino dopo l'attentato contro il caffè Argana di piazza Jamaa el-Fna a Marrakech sono stati arrestati tre sospetti che sarebbero direttamente implicati, tra cui l'autore materiale. Altri tre sono stati fermati oggi. "Queste tre persone erano a conoscenza del progetto di attentato ma non hanno preso parte attivamente alla sua esecuzione", ha detto una fonte della sicurezza che ha chiesto l'anonimato.

Al Qaida nel Maghreb Islamico (Aqmi), braccio maghrebino dell'organizzazione terroristica che faceva capo a Osama Bin Laden, ha smentito il 6 maggio il proprio coinvolgimento nell'attentato.

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