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Il relatore dell'Onu sulla tortura Nils Melzer (foto d'archivio).

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

Il relatore dell'Onu sulla tortura chiede alla Svizzera di non procedere all'estradizione verso la Spagna dell'attivista dell'ETA Nekane Txapartegi. La condanna potrebbe infatti essere stata pronunciata sulla base di confessioni estorte con la tortura.

Secondo lo zurighese Nils Melzer in Spagna Nekane Txapartegi è stata detenuta in isolamento per cinque giorni, durante i quali avrebbe subito diverse torture. "Solo al termine di un brutale interrogatorio c'è stata la confessione", ha aggiunto.

"La Svizzera deve rispettare il divieto assoluto di tortura", ha affermato oggi. L'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha già autorizzato l'estradizione, ma il Tribunale penale federale deve ancora pronunciarsi.

L'attivista è stata arrestata a Zurigo il 6 aprile 2016. La donna è stata condannata nel 2009 in Spagna a una pena detentiva di sei anni e nove mesi per sostegno all'organizzazione clandestina basca ETA. L'imputata si era però resa irreperibile prima di scontare la pena.

Comunicando la sua decisione favorevole all'estradizione, l'UFG aveva reso noto che per appurare il fondamento della accuse erano stati chiesti documenti aggiuntivi alla Spagna, in cui si negava ogni addebito.

Sempre secondo l'Ufficio di giustizia, la donna, che affermava di essere stata sottoposta a torture, non è stata in grado di provare tali affermazioni e non ha neppure impugnato la sentenza di fronte alla Corte suprema spagnola o a quella dei diritti dell'uomo.

In un caso analogo del 2002, la giustizia aveva peraltro autorizzato l'estradizione di un presunto membro dell'ETA, anche perché non riteneva lecito presumere che in Spagna si facesse ricorso sistematico alla tortura o che le persone sospettate di collaborare con l'organizzazione non potessero a priori sperare in un procedimento penale equo, o in un regime detentivo conforme ai diritti fondamentali.

Una versione simile a quella di Nils Melzer è stata sostenuta l'anno scorso dall'organizzazione umanitaria "augenauf", quando diverse centinaia di persone erano scese in piazza a Berna contro l'estradizione.

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SDA-ATS