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Mentre gli oppositori alla nuova Legge sul Servizio informazioni (LSI) raccolgono le firme per un referendum, il testo viene criticato anche dal Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa. Sotto accusa in particolare i mezzi tecnici consentiti.

Il commissario Nils Muižnieks, in una lettera inviata a fine settembre ai presidenti delle Camere e al consigliere federale Ueli Maurer, si è detto preoccupato per eventuali violazioni della sfera privata. La missiva è stata pubblicata oggi da "Tages-Anzeiger" e "Bund".

La nuova legge prevede misure "particolarmente invasive" e l'utilizzo di "cavalli di Troia" per spiare persone sospettate ad esempio di terrorismo. Questi mezzi tecnici "possono essere una seria minaccia per il rispetto della sfera privata" di tutte le persone che comunicano con il sospetto, ha scritto il commissario.

Inoltre, la pesca di informazioni attraverso parole chiave su Internet potrebbe condurre a una "collezione massiccia di dati", ha aggiunto. "Questo metodo crea un clima sociale in cui tutte le persone sono percepite come potenziali sospetti".

Un'alleanza composta di PS, Verdi, Partito Pirata e altri movimenti di sinistra ha già lanciato un referendum, criticando i poteri eccessivi concessi al Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).

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SDA-ATS