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Attrice Sciorra in aula, Weinstein mi stuprò a casa mia

Una testimonianza essenziale per capire l'ambiente in cui si muoveva l'imputato. KEYSTONE/AP/KW sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 gennaio 2020 - 07:16
(Keystone-ATS)

Il processo all'ex re di Hollywood Harvey Weinstein, accusato di violenza sessuale contro due donne, è proseguito ieri a New York con la prima, drammatica testimonianza di una delle sue tante vittime.

L'attrice americana Annabella Sciorra, nota in particolare per il suo ruolo in "The Sopranos".

I fatti risalgono troppo indietro nel tempo per la contestazione del reato ma i procuratori intendono usare la sua deposizione, come quella di altre decine di vittime, per rafforzare l'accusa di predatore sessuale.

La star ha raccontato che conobbe l'imputato a un party a Los Angeles quando lei era attrice emergente e lui un giovane produttore. Nei quattro anni successivi ricevette qualche regalo imbarazzante, tra cui una scatola di cioccolatini a forma di pene. Poi una sera, ha raccontato, dopo una cena con amici in un ristorante, Weinstein la accompagnò a casa a Manhattan e la stuprò, tra la fine del 1993 e l'inizio del 1994.

Lei era già entrata in casa e si era messa in pigiama quando - secondo la sua versione - sentì bussare alla porta, aprì e si trovò di fronte il produttore che la spinse dentro, la gettò sul letto e le usò violenza nonostante i suoi tentativi di opporsi con calci e pugni. "Dissi 'no, no', non potevo fare molto contro di lui. Il mio corpo si spense, era così disgustoso che il mio corpo cominciò a tremare in modo inusuale, era come avessi una crisi", ha riferito in aula, aggiungendo di aver perso conoscenza.

Settimane dopo, in un ristorante, affrontò Weinstein, il quale le disse che la cosa doveva rimanere tra loro. "Era molto minaccioso, i suoi occhi diventarono scuri, pensavo che mi avrebbe colpito", ha aggiunto. Negli anni successivi, ha proseguito, l'ex re di Hollywood la perseguitò, ricomparendo almeno un paio di volte negli hotel dove alloggiava.

La difesa di Weinstein ha mosso diverse obiezioni alla testimone, ad esempio perchè aprì la porta di casa senza chiedere l'identità di chi aveva bussato, perchè non ricorse ad un medico o non denunciò lo stupro. "All'epoca non realizzai che era uno stupro", si è giustificata la Sciorra. "Lei aveva 33 anni, se la sua cronologia dei fatti è corretta", ha ribattuto la difesa, ripescando un video clip in cui l'attrice ammette di aver inventato piccole bugie nella sua vita.

"Questa non è una fandonia?", ha chiesto l'accusa per uscire dall'angolo. "No", ha assicurato la star.

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