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Le specie native della grande barriera corallina australiana sono a maggiore rischio di estinzione a causa del cambiamento climatico - rispetto alla fauna e flora native di altre aree, che possono adattarsi 'invadendo' nuove regioni.

Lo indica una ricerca dell'University of Queensland, la più ampia finora condotta sull'impatto del riscaldamento globale sulla biodiversità marina.

Molte specie possono sopravvivere emigrando in nuove acque, ma quelle tropicali hanno margini più ristretti e rischiano più di soccombere in un clima di rapido riscaldamento, scrive il responsabile della ricerca, John Pandolfini del Centre of Excellence for Coral Reef Studies dell'università, sulla rivista Nature Climate Change.

Inoltre l'impatto ancora sconosciuto di invasori che interferiscono con i nativi pone "sfide senza precedenti" per la conservazione, avverte. La ricchezza di biodiversità marina cambierà quindi notevolmente, con forti variazioni fra da una regione e l'altra.

Lo studio di quasi 13 mila specie, aggiunge Pandolfini, "ci dà la speranza che molte riescano a rintracciare e seguire le variazioni di clima. Ma vi è anche causa di preoccupazione, particolarmente nei tropici, dove si prevedono gravi perdite di biodiversità".

Una delle conseguenze sarà una crescente uniformità nelle popolazioni marine attorno al mondo. "Comunità ecologiche attualmente distinte diventeranno sempre più simili tra loro in molte regioni entro fine secolo", spiega ancora il ricercatore.

Preoccupante anche la prospettiva di nuove combinazioni di vita marina causate dalle migrazioni. Lo studio suggerisce tuttavia che vi è ancora tempo per scongiurare gravi estinzioni, almeno fuori dai tropici.

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SDA-ATS