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La popolazione australiana raggiunge domani, 16 febbraio, secondo l'orologio demografico del Bureau of Statistics, la soglia dei 24 milioni, 17 anni prima delle previsioni ufficiali del 2000.

La crescita del tasso di fecondità, la maggiore longevità e l'immigrazione netta hanno avvicinato più del previsto questo traguardo.

L'ultimo milione si è aggiunto nel tempo record di due anni, nove mesi e due giorni, al ritmo di una persona ogni 91 secondi, mentre nella seconda metà del secolo scorso ci sono voluti circa quattro anni e mezzo per aggiungere ciascun milione di abitanti. Se si mantengono gli stessi tassi, gli australiani arriveranno a 25 milioni nel 2018 e 50 milioni nel 2086, quando la popolazione mondiale secondo le previsioni Onu avrà raggiunto i 10,6 miliardi.

Principale fattore della crescita è stato il mini-boom delle nascite dell'ultimo decennio, quando il tasso di fecondità è aumentato da 1,7 nati per ogni donna nel 2001 a due nati per donna fra il 2007 e il 2010. Ha contribuito anche la maggiore longevità: dal 2000 l'aspettativa di vita è salita da 76,6 a 80,3 anni per gli uomini e da 82 a 84,4 anni per le donne. Sempre forte, anche se in calo, la migrazione netta (immigrazione meno emigrazione), che nel 2015 ha contribuito per il 54% alla crescita demografica, contro il 66% nel 2009.

Gli abitanti della città più grande, Sydney, arriveranno quest'anno a 5 milioni, con un raddoppio nell'arco di mezzo secolo. Segue a poca distanza la seconda città per grandezza, Melbourne, con 4,5 milioni. Nonostante la crescita demografica, la popolazione australiana rappresenta solo lo 0,32% di quella mondiale.

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SDA-ATS