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Australia: Queensland inondato, migliaia in fuga

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 dicembre 2010 - 17:40
(Keystone-ATS)

SIDNEY - Fiumi esondati o sull'orlo dello straripamento, case allagate, strade e ferrovie chiuse, migliaia di persone evacuate. Si presenta così il Queensland, nel nordest dell'Australia, dopo quasi un mese di piogge torrenziali causate dal ciclone Tasha - 1,3 metri di acqua caduta soprattutto negli ultimi quattro giorni - e conseguenti inondazioni che lo stesso primo ministro dello stato australiano ha definito "senza precedenti".
Quasi 2.000 persone sono state già costrette ad abbandonare le loro case in 13 cittadine del Queensland. Elicotteri sono stati utilizzati per distribuire cibo nelle zone più isolate.
Il primo ministro Anna Bligh ha dichiarato lo stato di calamità naturale in otto zone e avverte che l'emergenza potrebbe durare fino a dieci giorni. "Il disastro che si sta dispiegando - ha detto - è senza precedenti. E non è vicino alla sua conclusione". "La ricostruzione costerà miliardi di dollari", ha aggiunto la Bligh.
Ma la potenza devastante dell'acqua non è l'unico pericolo a cui sono esposti gli abitanti dello stato australiano: le autorità locali hanno avvertito che a causa delle inondazioni coccodrilli e "squali toro" potrebbero essere stati trascinati fuori dal loro habitat naturale e spinti verso spiagge frequentate da bagnanti e surfisti. C'è poi il rischio di epidemie.

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