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Il gruppo Falconi per la liberazione del Kurdistan (Tak) ha rivendicato l'attentato che mercoledì ha ucciso 28 persone nel centro di Ankara, definendolo come una risposta alle politiche del presidente Recep Tayyip Erdogan e minacciando altri attacchi.

Lo riferiscono le agenzie locali.

La rivendicazione è stata diffusa sul sito del gruppo, in passato legato al Pkk ma che adesso agirebbe in modo indipendente. Il Tak ha inoltre reso noto il nome del presunto kamikaze, che non sarebbe il curdo-siriano Saleh Necar indicato dalle autorità di Ankara ma il loro militante Abdulbaki Sonmez, nome in codice Zinar Raperin, 26enne originario della provincia orientale di Van.

Il gruppo aveva rivendicato anche l'attacco della notte del 23 dicembre all'aeroporto Sabiha Gokcen di Istanbul, in cui un'addetta alle pulizie era rimasta uccisa e un'altra ferita da spari verso un'area di parcheggio degli aerei.

Erdogan, 14 le persone arrestate

Per l'attacco ad Ankara "sono state arrestate 14 persone e ci saranno altri arresti", aveva dichiarato ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, accusando i movimenti curdi "Pkk e Pyd nonostante il loro rifiuto di responsabilità".

Le vittime risultano essere tutti militari, molti ufficiali di rango, tranne una giornalista di 33 anni, colpita all'uscita dal lavoro. Altre 22 persone sono ancora in ospedale, 7 in terapia intensiva.

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SDA-ATS