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AutoPostale/La Posta: sei ex manager accusati di truffa

Sei ex manager di AutoPostale dovranno rispondere di truffa per aver percepito indebitamente sussidi. KEYSTONE/URS FLUEELER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2020 - 11:17
(Keystone-ATS)

Sei ex manager di AutoPostale, compreso l'ex CFO del gruppo Posta, dovranno rispondere di truffa davanti al tribunale penale di Berna per aver presentato all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) fatture falsificate allo scopo di evitare tagli ai sussidi.

È quanto risulta dal procedimento penale amministrativo avviato nei confronti degli ex manager dall'Ufficio federale di polizia (Fedpol). Gli accusati sono l’ex CFO del gruppo Posta nonché gli ex CEO, CFO, responsabile del Mercato parziale Ovest, responsabile del Mercato parziale Est e capo del Mercato Svizzera di AutoPostale Svizzera.

Stando a Fedpol, gli imputati avrebbero presentato all'UFT fatture falsificate o avrebbero partecipato o, perlomeno, tollerato tale decisione. Contro i sei ex quadri, Fedpol chiederà pene detentive a causa della gravità dei fatti contestati.

Le irregolarità riguardo ai sussidi percepiti indebitamente da AutoPostale sono venute a galla nel 2018. Hanno portato al rimborso di 205 milioni di franchi a Confederazione, Cantoni e Comuni e alle dimissioni dell'allora CEO della Posta Susanne Ruoff.

Un'inchiesta complessa

Il risultato dell'indagine è giunto alla fine di un lavoro importante: come precisa Fedpol, è stata vagliata una "quantità immensa di dati sequestrati". Gli inquirenti hanno analizzato oltre 25 milioni di set di dati e svolto una settantina di interrogatori.

Nell'ambito della sua regolare attività di revisione, nell'autunno 2017 l’UFT aveva constatato che, nel settore del traffico viaggiatori regionale beneficiario di sussidi, AutoPostale Svizzera aveva realizzato, a partire dal 2007, utili che erano stati trasferiti ad altri settori di attività.

A inizio 2018 il Consiglio federale aveva incaricato Fedpol di condurre il procedimento penale amministrativo nel caso AutoPostale. Considerati i termini di prescrizione nell'ambito del diritto penale amministrativo, si tiene conto dei reati commessi a partire dal 2014, il cui termine di prescrizione è di dieci anni (nel caso concreto la prescrizione non avverrà prima del 2024).

Denuncia contro ignoti

Nel corso dell'inchiesta gli inquirenti di Fedpol hanno scoperto elementi che, in relazione al caso di truffa da parte di AutoPostale, potrebbero costituire possibili concessioni e accettazioni di vantaggi. Nella primavera 2019 Fedpol ha quindi inoltrato una denuncia contro ignoti al Ministero pubblico della Confederazione (MPC).

La notizia della denuncia al MPC era trapelata alla stampa agli inizi del maggio scorso. L'MPC aveva confermato a Keysone-ATS una notizia pubblicata dal Blick.

UFT ha smentito

Secondo il Blick, il MPC indagava se i dipendenti dell'UFT e i collaboratori di aziende di trasporto si siano reciprocamente conferiti dei vantaggi. Secondo fonti della testata, ai dipendenti dell'UFT sarebbero stati offerti costosi inviti al Locarno Film Festival con pranzi e pernottamenti.

Di fronte a queste rivelazioni, l'UFT aveva reagito respingendo le accuse secondo cui i suoi dipendenti avrebbero accettato, contrariamente al loro dovere, "vantaggi monetari" "di qualsiasi tipo". Nell'ambito delle indagini dell'MPC, diversi collaboratori dell'UFT sono stati chiamati a rispondere in qualità di persone informate dei fatti, ma nessuno come accusato.

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