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Mega fusione nel mondo dell'hi-tech. Il colosso di Singapore Avago Technologies ha annunciato l'acquisizione di Broadcom per 37 miliardi di dollari in quella che sarà la più grande operazione finanziaria nel settore della tecnologia avanzata.

Per acquisire il rivale e consolidare la nuova società in una holding con sede a Singapore ma sotto il nome di Broadcom, Avago, produttore di semiconduttori per cellulari e per i settori automotive e difesa, verserà 17 miliardi in contanti e 20 miliardi in titoli per il produttore statunitense di chip per smartphone, con clienti del calibro di Apple e Samsung.

L'intesa, sottolinea Datalogic, è la più grande mai siglata nel campo dell'hi-tech vero e proprio, e l'ultima di una serie di intese che riguardano il campo dei semiconduttori tanto che il 2015 si appresta a diventare l'anno più ricco di fusioni almeno dal vent'anni a questa parte.

Avago, nata nel 1961 come costola di Hewlett Packard specializzata nei semiconduttori e separatasi nel 1999, acquistando la ben più giovane rivale (Broadcom è stata fondata solo 24 anni fa), lancia così la sfida ai colossi del settore, come Intel e Qualcomm, i cui volumi di produzione e di fatturato avrebbero altrimenti rischiato di rimanere lontani dalla sua portata. Un fatturato che invece ora arriverà nell'area dei 15 miliardi di dollari annui, rendendola la sesta più grande società di chip al mondo, con un valore di mercato che potrebbe raggiungere i 77 miliardi di dollari.

Nonostante un certo scetticismo da parte degli analisti, secondo i quali le quotazioni potrebbero essere un po' "stirate", l'amministratore delegato di Avago e futuro numero uno della 'nuova' Broadcom non nasconde il proprio entusiasmo, ammettendo di essere diventato "paranoide" per la paura che qualcuno potesse rilanciare l'offerta del gruppo da lui guidato.

Oltre che la vitalità del comparto tecnologico statunitense, che potrebbe finire per coinvolgere anche l'Europa con StMicroElectronics in testa, questa maxi-operazione testimonia anche un forte ritorno di attività nel comparto delle fusioni e acquisizioni, un'attività che si era sopita negli anni più profondi della crisi.

È dei giorni scorsi l'acquisizione da parte di Charter Communications di Time Warner Cable: sul piatto oltre 55 miliardi di dollari in contanti e azioni per creare un colosso delle comunicazioni da 24 milioni di clienti secondo nel comparto solo a Comcast, che può vantarne 27 milioni.

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SDA-ATS