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Avenir Suisse: penuria di abitazioni non è causata da immigrazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 luglio 2011 - 10:01
(Keystone-ATS)

Il forte afflusso di stranieri che si stabiliscono in Svizzera non è da considerare la causa dell'aumento del costo dei nuovi alloggi e della penuria di abitazioni. Lo sostiene il forum di riflessione dell'economia "Avenir Suisse", secondo cui l'immigrazione non fa che accentuare un problema che è in realtà interno.

La crescita delle pigioni è il risultato di un netto aumento del benessere, degli interventi regolatori sul mercato e dell'insufficiente costruzione di alloggi negli ultimi anni, afferma il laboratorio di idee dell'élite economica elvetica in un documento di discussione pubblicato oggi. Dal 1970 i salari reali sono progrediti del 65%, mentre gli affitti delle abitazioni nuove o rimesse sul mercato sono saliti solo del 38,5%.

Avenir Suisse vorrebbe un mercato più libero. Secondo l'organizzazione le attuali restrizioni vanno infatti a svantaggio di una parte della classe media, che si vede confrontata con pigioni di alloggi nuovi o nuovamente affittati effettivamente in forte aumento. Molti inquilini di lunga data pagano invece troppo poco: le normative esistenti - per esempio il principio secondo cui gli affitti possono aumentare solo in relazione con la crescita dei costi - e gli alloggi sovvenzionati portano a distorsioni, in particolare nelle città come Zurigo: secondo Avenir Suisse non si capisce perché una famiglia del ceto medio debba poter approfittare di un'abitazione a buon mercato mentre un'analoga economia domestica non può farlo.

La ricetta? Deregolamentare, affinché la domanda di alloggio si faccia più efficiente, creando così anche i giusti incentivi per i proprietari. Inoltre lo spazio urbano deve essere sfruttato meglio, con un'edificazione più densa.

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