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Il consigliere nazionale Ignazio Cassis (PLR/TI), presidente della Commissione della sicurezza sociale e della sanità.

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

L'innalzamento automatico a 67 anni dell'età di pensionamento qualora la copertura del Fondo AVS dovesse risultare insufficiente è bocciato da una chiara maggioranza degli svizzeri, stando a un sondaggio pubblicato oggi dalla Schweiz am Sonntag.

Il 63% degli interrogati è contrario a un tale meccanismo, il 23% è favorevole e il 14% non ha un'opinione precisa.

Un'inchiesta analoga, realizzata su incarico dell'editore Tamedia, era già stata pubblicata alla metà di giugno e aveva dato esiti simili: il 57% delle persone sollecitate si era opposto a un aumento dell'età di pensionamento a 67 anni.

La Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) del Consiglio nazionale alla metà di agosto, con 13 voti contro 12, si è espressa favore di un meccanismo che dopo il 20230 farebbe scattare un innalzamento automatico dell'età di due anni al massimo se il Fondo di compensazione dell'assicurazione vecchiaia e superstiti dovesse coprire meno dell'80% delle spese e se, contemporaneamente, il mondo politico non dovesse intraprendere alcuna riforma.

L'età di riferimento sarebbe aumentata di quattro mesi all'anno al massimo fino a 67 anni e l'imposta sul valore aggiunto (IVA) accresciuta parallelamente di 0,4 punti percentuali. La CSSS ha così sposato la posizione dell'Unione svizzera degli imprenditori (USI) e della Federazione delle imprese svizzere (economiesuisse).

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SDA-ATS