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Circa il 70% delle fatture arrivano all'Ufficio centrale di compensazione sotto forma di carta, un sistema lento e costoso (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Oltre due terzi delle fatture AVS e AI vengono trattate su carta. L'utilizzo del digitale permetterebbe di risparmiare almeno 3 milioni di franchi, secondo il Controllo federale delle finanze (CDF).

L'Ufficio centrale di compensazione (UCC) tratta annualmente 1,6 milioni di fatture per le prestazioni AVS e AI. Queste arrivano da una gran varietà di prestatori e corrispondono a circa 2,2 miliardi di franchi, si legge in un comunicato odierno.

Circa il 70% delle fatture arrivano all'UCC sotto forma di carta, un sistema lento e costoso, deplora il CDF, anche perché ogni passaggio deve essere controllato. Il fatto che esistano in parallelo sia il sistema cartaceo che quello elettronico rende il tutto poco efficiente.

Una maggiore digitalizzazione sarebbe possibile attraverso il programma informatico SUMEX, sviluppato dalla SUVA, già esistente ma non sufficientemente utilizzato. In questo modo ci sarebbero risparmi per almeno 3 milioni di franchi all'anno, senza contare che il controllo delle fatture diventerebbe più efficace, con possibili ulteriori economie, sottolinea il CDF.

Con un solo procedimento per tutte le fatture verrebbe inoltre alleggerito il lavoro amministrativo. Secondo il CDF, l'ideale sarebbe centralizzare tutte le operazioni. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali si è già detto d'accordo con le raccomandazioni. Anche l'UCC approva, pur ricordando di aver allestito nel 2016 un gruppo di lavoro, i cui risultati vanno nella giusta direzione.

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SDA-ATS