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Il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner (foto d'archivio).

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Nonostante il chiaro no all'iniziativa AVSplus i promotori rimangono all'offensiva: per il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) Paul Rechsteiner il sostegno avuto nella Svizzera latina e il complessivo circa 40% di sì rappresentano un monito al parlamento.

Ovvero, "i tagli delle pensioni non entrano in linea di conto".

Se il Consiglio nazionale, nel dibattito che comincerà domani sulla riforma della previdenza, abolirà l'aumento di 70 franchi dell'AVS introdotto dal Consiglio degli Stati, l'USS "si opporrà con tutti i mezzi".

Rechsteiner è fiducioso di poter vincere un eventuale referendum: diverse votazioni in passato mostrano che la popolazione non accetta peggioramenti delle rendite decisi dal parlamento.

La presidente di Unia Vania Alleva fa però anche autocritica: "il finanziamento dell'iniziativa non era abbastanza chiaro". Ciò nonostante, il popolo rimane a suo avviso dell'opinione che l'AVS va rafforzata.

Proprio per questo per il presidente del personale dei trasporti SEV Giorgio Tuti "siamo solo all'inizio di un processo". "Con l'AVS non si scherza", conclude.

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SDA-ATS