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Avvocato libico critica, Berna respinge accuse

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 febbraio 2010 - 18:11
(Keystone-ATS)

BERNA - L'avvocato libico dei due uomini d'affari trattenuti in Libia, in un'intervista all'agenzia di stampa AFP, accusa la Svizzera di "ritardare la soluzione della crisi" tra Tripoli e Berna e di "complicare" così la situazione dei suoi clienti.
La soluzione per mettere fine alle sofferenze dei due cittadini elvetici è nelle mani del governo elvetico, afferma Salah Zahaf. Dal suo punto di vista, la Svizzera "deve processare i responsabili delle procedure illegali" condotte dalla polizia ginevrina al momento dell'arresto di Hannibal Gheddafi. Ciò è una delle condizioni poste dalla Libia per risolvere la crisi.
"Ogni volta che si ha il sentimento che la vicenda sta per risolversi, la Svizzera complica le cose", deplora Zahaf. "La Libia ha preso numerose iniziative positive ma non ha ottenuto niente in cambio", aggiunge l'avvocato.
La settimana scorsa Rachid Hamdani è stato assolto dalla denuncia di soggiorno illegale. In precedenza era stato ritenuto innocente anche nel processo che lo vedeva accusato di attività economiche illegali. Hamdani è in attesa che le autorità libiche gli restituiscano il passaporto.
Il secondo cittadino svizzero, Max Göldi, è stato condannato giovedì scorso a quattro mesi di prigione per soggiorno illegale. Dovrà inoltre pagare una multa di mille dinari, circa 800 franchi, per attività economiche illegati. Göldi e Hamdani si trovano attualmente all'ambasciata elvetica a Tripoli.

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