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Migliaia di manifestanti si stanno radunando stamani nel centro di Manama, in Bahrain, per il "venerdì del lutto", così come è stata definita la giornata odierna dalle opposizioni e dalle organizzazioni della società civile, per commemorare i sette "martiri" uccisi dall'inizio delle proteste anti-regime, dodici giorni fa.

Piazza della Perla, la centralissima rotonda della capitale, da giorni è tornata a essere il cuore della mobilitazione, portata avanti per lo più dagli sciiti del Bahrein, la maggioranza della popolazione dell'arcipelago del Golfo, che chiedono un ridimensionamento della dinastia sunnita dei Khalifa, al potere da oltre due secoli, e la trasformazione del Paese in una vera "monarchia costituzionale". Dopo i primi giorni di tensione, con l'intervento violento delle forze di sicurezza protette dai blindati dell'esercito, i manifestanti sono tornati ad accamparsi a Piazza della Perla e rifiutano di definirsi "sciiti" o "sunniti" e manifestano sventolando solo le bandiere bianco-rosse del Bahrein.

I carri armati dell'esercito sono per il momento scomparsi dalle strade e solo alcuni elicotteri sorvolano il centro di Manama, mentre i dimostranti hanno organizzato un efficiente servizio d'ordine per regolare i flussi dei manifestanti. Nei giorni scorsi il re Hamad al Khalifa aveva graziato un centinaio di oppositori sciiti, tra cui alcuni esponenti del movimento radicale al Haqq, in carcere o in esilio all'estero dopo esser stati condannati lo scorso autunno per "tentato golpe".

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SDA-ATS