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BAK si aspetta calo attività edilizia nel 2020 e 2021

Anche se a medio termine l'edilizia riprenderà vigore, il dinamismo nel ramo residenziale dovrebbe restare inferiore al passato. Keystone/GAETAN BALLY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2020 - 15:49
(Keystone-ATS)

L'attività di costruzione in Svizzera dovrebbe calare quest'anno e il prossimo, secondo BAK Economics. Determinanti sono da un lato il rallentamento ciclico nell'edilizia residenziale e dell'altro le misure restrittive legate all'epidemia di coronavirus.

Per il 2020 gli esperti del centro di ricerche congiunturale basilese è attesa una flessione del 3,1% e nel 2021 dell'1,8%, si legge nelle previsioni pubblicate oggi. In linea di massima la diminuzione dell'attività dovrebbe riguardare tutti i settori della costruzione.

Nell'edilizia gli indicatori mostrano che l'attività si trova in una fase di contrazione: le riserve di lavoro dei progetti in corso di esecuzione sono nettamente scese quest'anno rispetto allo scorso. Anche i volumi delle richieste e dei permessi di costruzione sono ulteriormente diminuiti nella prima metà del 2020.

Bisogna poi fare i conti con gli effetti del coronavirus: durante il lockdown il Ticino, ma per breve tempo anche Ginevra, ha chiuso i cantieri. Ma più in generale anche le misure per il contenimento dell'epidemia hanno limitato, a livello nazionale, l'efficienza dei lavori.

Inoltre in seguito alle conseguenze economiche dell'epidemia e alle incertezze bisogna attendersi ritardi, rinvii e perfino annullamenti di progetti di costruzione previsti, affermano gli economisti del BAK. Particolarmente toccata è l'edilizia commerciale.

Intanto nel settore delle infrastrutture l'effetto ciclico è maggiore di quello dell'epidemia. Le richieste e i permessi di costruzione si trovano già da tempo in una fase calante, pertanto una contrazione dell'attività non dovrebbe sorprendere, sostengono gli esperti basilesi.

Questi si mostrano comunque fiduciosi per quanto riguarda l'evoluzione a medio termine: entro il 2026 si aspettano nuovamente un'attività in crescita in tutte le regioni. Le prospettive migliori si hanno Zurigo/Argovia e il Bacino lemanico.

Anche se a medio termine l'edilizia riprenderà vigore, il dinamismo nell'edilizia residenziale dovrebbe restare inferiore al passato. Fattori limitanti sono in particolare la diminuzione delle riserve di terreni da costruzione e la minore immigrazione. Nell'edilizia commerciale e nel genio civile le prospettive rimangono "robuste".

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