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HELSINKI - Bollicine piccolissime e perfette di champagne francese con un retrogusto di tabacco ma anche di frutti bianchi. Dovevano, con ogni probabilità, arrivare sulla tavola imbandita dello zar Pietro il grande, gentile omaggio di Luigi XVI di Francia, e invece sono finite in fondo al mare Baltico al largo delle isole Aaland. Fino a pochi giorni fa quando un gruppo di sub si è imbattuto nel relitto che conteneva il prezioso nettare.
Uno dei sommozzatori ha riportato in superficie una delle trenta bottiglie, semplicemente per cercare di identificare il vascello colato a picco e si e' imbattuto in un tesoro. Lo champagne dal gusto "assolutamente favoloso" come ha testimoniato un'enologa, che ha avuto il raro privilegio di gustarlo, potrebbe diventare il più antico champagne bevibile finora ritrovato.
Dovrebbe trattarsi di un Veuve Clicot prodotto negli anni a partire dal 1780, anche se le ricerche sono appena iniziate per identificare il sensazionale carico, dato che le bottiglie sono senza etichetta. Ma recano il simbolo di un'ancora incisa sui tappi di sughero e questo rende prevalente, al 98%, la tesi che si tratti di Veuve Clicquot. Almeno così dicono i produttori di Moet Chandon, interpellati per tracciare l'identikit del prezioso liquido, scoperto ad una profondità di 55 metri sul fondale del mare che separa la Finlandia dalla Svezia. E' stata proprio l'assenza di luce abbinata alle basse temperature del mare a garantire che lo champagne potesse arrivare ad oggi con le sue caratteristiche intatte.

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SDA-ATS