Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Per centrare l'obiettivo fissato dalla Banca Mondiale di mettere fine all'estrema povertà entro il 2030 è necessario che il numero degli estremamente poveri, coloro che vivono con meno 1,25 dollari al giorno, si riduca di 50 milioni all'anno, ovvero un milione a settimana.

Lo ha detto il presidente di Banca Mondiale Jim Yong Kim, sottolineando che si tratta di un compito "straordinariamente difficile ma credo che possiamo farlo. Questa può essere la generazione che mette fine all'estrema povertà".

Nel mondo ci sono 1,2 miliardi di poveri, concentrati in pochi paesi: i cinque con più poveri sono l'India (33% dei poveri del mondo), Cina (13%), Nigeria (7%), Bangladesh (6%) e la Repubblica Democratica del Congo (5%). Se a questi si aggiungono Indonesia, Pakistan, Tanzania, Etiopia e Kenya si arriva quasi all'80% degli estremamente poveri al mondo.

Secondo la Banca Mondiale, la crescita economica resta vitale per ridurre la povertà ma ha dei limiti. È necessario che i paesi completino gli sforzi per rafforzare la crescita con politiche che stanziano maggiori risorse per gli estremamente poveri. Queste risorse possono essere distribuite tramite la crescita stessa, promuovendo una crescita inclusiva, o tramite programmi di governo.

"È essenziale non solo sollevare le persone dall'estrema povertà ma anche assicurarsi che, nel lungo termine, queste non restino incastrate appena sopra tale soglia in seguito alla mancanza di opportunità che potrebbero impedire vite migliori".

SDA-ATS