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Banche: anno borsistico disastroso per le grandi, brillano piccole

Anno borsistico disastroso per le grandi banche (foto simbolica)

KEYSTONE/PATRICK B. KRAEMER

(sda-ats)

Disastroso per le grandi banche, brillante per diversi istituti di piccole e medie dimensioni: si profila così l'anno borsistico 2018, stando a un'analisi effettuata dal portale finanziario Cash.

Dal primo gennaio le azioni di Credit Suisse e Julius Bär hanno perso un terzo del loro valore: la performance è stata rispettivamente del -33% e del -32%. UBS ha lasciato sul terreno il 27%.

Ancora peggio è andata a EFG, la banca zurighese che nel 2016 ha rilevato BSI (un tempo Banca della Svizzera Italiana), crollata del 39%. Performance negative in doppia cifra vengono mostrate anche da Cembra (-12%) e Bank Linth (-11%).

Dove c'è chi perde c'è spesso anche chi guadagna e in questo caso i vincitori sono chiari: si tratta delle banche cantonali. Delle 13 quotate, stando alle ricerche di Cash, solo tre presentano un andamento in rosso: quelle dei cantoni di Vaud (-2%), Glarona (-6%) e Giura (-9%).

Tutte le altre si sono comportate bene o addirittura molto bene: si sono particolarmente messe in mostra le banche cantonali di Ginevra (+21%), Vallese (+20%) e Berna (+17%). Il risultato in assoluto migliore conseguito da un'azione bancaria è però quello realizzato da Liechtensteinische Landesbank (LBB): il titolo della società di Vaduz (FL) è salito del 30%, a fronte di un -4% dell'indice allargato SPI e di un -23% del segmento bancario dell'SPI.

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