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In futuro gli averi non rivendicati depositati nelle banche svizzere saranno riversati alla Confederazione se non si hanno più notizie dei legittimi proprietari da più di 62 anni. È quanto prevede la revisione totale dell'ordinanza sulle banche inviata oggi in consultazione fino a fine anno dal Dipartimento federale delle finanze (DFF).

La nuova ordinanza disciplina in dettaglio le condizioni e la procedura da seguire in caso di liquidazione di averi non rivendicati. Lo scopo è evitare il ripetersi della situazione venutasi a creare negli anni '90 del secolo scorso con i fondi ebraici. Le somme "dormienti" nei forzieri svizzeri sono stimate attualmente a 400 milioni di franchi.

In base alle nuove norme, le banche avranno dieci anni per identificare i beneficiari dei fondi, in seguito - se nessuno si è manifestato - dovranno aspettare 50 anni prima di poterli liquidare. Dopo una procedura della durata di circa due anni, il denaro non rivendicato sarà versato nelle casse federali.

Il progetto d'ordinanza stabilisce anche nuove regole per la pubblicazione dei conti, in base al nuovo diritto contabile entrato in vigore in gennaio. Le banche dovranno adeguarsi entro il 2015 (2016 per i conti consolidati).

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SDA-ATS