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BERNA - UBS e Credit Suisse hanno superato lo stress test dell'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA). Stando allo scenario di crisi proposto, le due grandi banche non sarebbero a rischio nemmeno se oltre all'economia mondiale crollassero anche i mercati immobiliari e gli Stati membri dell'Unione europea.
Lo stress test è stato "nettamente più severo" di quello condotto dal comitato europeo di supervisione sulle banche CEBS presso 91 istituti dell'UE, i cui risultati sono pure pubblicati oggi. Motivo di questo rigore è l'importanza particolare che UBS e Credit Suisse rappresentano per l'economia svizzera, spiega la FINMA in un comunicato.
Lo scenario di crisi elaborato in collaborazione con la Banca nazionale svizzera prevedeva una "grave recessione mondiale" nei prossimi due anni accompagnata da un crollo dei prezzi sui mercati finanziari e immobiliari, indica la FINMA. In aggiunta a precedenti stress test, effettuati regolarmente dall'inizio del 2009 a seguito della crisi finanziaria, ora è stato ipotizzato anche un inasprimento "specifico e molto marcato" della crisi del debito di diversi stati dell'UE.
In base all'esame, le riserve di capitale e di liquidità dei due colossi bancari elvetici sono sufficienti. Il coefficiente di solidità patrimoniale (Tier 1) non scenderebbe sotto il minimo richiesto dell'8%. Nel test dell'UE era indispensabile solo il 6%. Tenuto conto dell'esposizione relativamente modesta di UBS e Credit Suisse nei paesi dell'UE a rischio default, questi crolli avrebbero solo effetti limitati, afferma la FINMA.

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SDA-ATS