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Le autorità americane annunceranno la settimana prossima un accordo con Bnp Paribas che metterebbe fine al procedimento contro la banca francese per violazione dell'embargo imposto dagli Stati Uniti a diversi paesi. Lo riferisce una fonte vicina al dossier, che ha chiesto l'anonimato. Le due parti sarebbero per raggiungere un compromesso.

Nei giorni scorsi un'altra fonte aveva indicato all'Afp che l'accordo sarebbe stato annunciato ai primi di luglio, che sarebbe già pronto, a grandi linee. La multa ammonterebbe a 9 miliardi di dollari e potrebbe essere accompagnata da una sospensione temporanea dei trasferimenti di denaro da e per gli Stati Uniti per conto dei clienti. Resterebbe da decidere la durata di questa interruzione. Non sarebbe invece ancora certo se la banca intenda riconoscere la sua colpevolezza, né se sia disposta a licenziare altri alti dirigenti, come reclamano le autorità americane.

Intanto la prospettiva di una maxi-sanzione a Bnp Paribas spaventa le altre banche europee sotto indagine per presunte attività con i paesi nei confronti dei quali gli Stati Uniti hanno l'embargo. Lo riporta il "Wall Street Journal" citando alcune fonti, secondo le quali i manager di Deutsche Bank, Unicredit e Crédit Agricole temono ora sanzioni più pesanti del previsto per risolvere le indagini in corso.

L'ammontare elevato delle sanzioni americane - mette in evidenza il giornale - alimenta la percezione fra gli europei che gli Stati Uniti si stiano "vendicando" sulle banche del Vecchio Continente. Un'idea che comunque si trova a fare i conti con le maxi-multe imposte dalle autorità americane nei confronti delle banche americane, quali i 13 miliardi di dollari a JPMorgan.

SDA-ATS