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MILANO - Cresce il clima di scetticismo da parte degli analisti attorno agli stress test e ai criteri utilizzati dai regolatori europei per verificare la tenuta del sistema bancario di fronte a una brusca gelata dell'economia e a un riacutizzarsi della crisi del debito pubblico del Vecchio Continente.
Mentre governi, autorita' di vigilanza e banchieri si sono spesi in questi giorni nel predicare fiducia sulla validita' dell'esame, sul mercato non sono pochi i dubbi che circolano. Sferzante il giudizio degli analisti di Schroeders, secondo cui i risultati "saranno letti piu' come una pagellina di fine anno della scuola elementare" e di quelli della societa' di asset management M&G che giudica la prova "sempre piu' una farsa".
Stroncature che si aggiungono alle critiche arrivate nei giorni scorsi dagli 'stresscettici', poco convinti, tra le altre cose, per il fatto che tra le ipotesi contemplate non figurerebbe il caso di default di uno Stato sovrano. Peter Braendle, gestore di Zurigo citato dall'agenzia Bloomberg, si aggiunge poi al coro di quelli che chiedono "trasparenza" sulla metodologia adottata. "Se resta una scatola nera - spiega - e abbiamo solo alcuni risultati, non sara' di grande utilita'".

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SDA-ATS