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LUGANO - "Molti capitali stanno tornando nelle banche svizzere alla luce del sole a seguito delle vicende dell'euro". È quanto rileva il finanziere ticinese Tito Tettamanti parlando con l'Adnkronos dal suo osservatorio di Lugano. Chiuso il capitolo scudo fiscale, con il suo strascico di polemiche fra Italia e Svizzera, quest'ultima "ha ancora delle frecce all'arco", evidenzia.
Tettamanti giudica infatti "non drammatiche" le ripercussioni degli sviluppi legati alla lotta all'evasione e al segreto bancario sul sistema della Confederazione che non si sviluppa "in funzione dell'origine dei soldi ma dell'abilità di offrire prestazioni utili e competitive".
Qualcosa sta cambiando nel modello svizzero ma il finanziere ticinese non ritiene "necessari molti ripensamenti. Basta continuare ad essere competitivi, relativamente meglio amministrati, con molto meno debiti, con un mercato del lavoro più flessibile, con sanità e altri servizi sociali più efficienti, per avere, come stiamo avendo, un continuo afflusso di stranieri, la maggioranza dei quali è costituita da persone molto qualificate di nazionalità tedesca".

SDA-ATS