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Un traghetto sovraccarico, un fiume in piena e un improvviso peggioramento delle condizioni atmosferiche sono stati gli ingredienti della nuova tragedia fluviale avvenuta oggi in Bangladesh, un incidente che potrebbe essere costato la vita a 200 delle probabili 300 persone che si trovavano a bordo del 'Pinak-6', affondato in poche decine di secondi nelle vorticose acque del fiume Padma.

Partito alle 11 da Kewrakandi, nel distretto centrale di Madaripur, e diretta a Munshiganj, l'unità ha guadagnato subito il largo, ma in pochi minuti si è trovata in difficoltà per la crescente corrente del fiume. Un video in Youtube testimonia le ultime decine di secondi del traghetto, il suo rovesciamento su un fianco ed il rapidissimo affondamento, con solo alcune decine di persone visibili sul pelo dell'acqua. Quelle che, per loro fortuna, viaggiavano sul tetto.

Si è trattato quindi di una strage, anche se le autorità bengalesi a fine giornata continuavano a non fornire il numero dei passeggeri coinvolti - secondo i media fra 200, 300 o addirittura 450 - e neppure quello dei sopravvissuti, che però sarebbero oltre un centinaio. Certo soltanto, invece, il recupero dei cadaveri di due donne.

La cifra di 300 passeggeri a bordo è stata fornita ad una tv da uno dei sopravvissuti che ha raggiunto la riva a nuoto con i propri mezzi vicino al terminal di Mawa e che ha detto al portale BdNews24 di avere assistito personalmente al salvataggio di almeno 50-60 persone.

Scioccata per l'ennesimo incidente che colpisce il suo Paese, la premier Sheikh Hasina ha ordinato a esercito, Marina, guardia costiera, vigili del fuoco e Protezione civile di adoperarsi al massimo per cercare i reperire i superstiti ed i corpi delle vittime. Ed ha incaricato il ministro della Marina mercantile di tenerla informata sul risultato del lavoro dei soccorritori.

La navigazione fluviale in Bangladesh è assicurata spesso da vere e proprie "carrette del mare", ed è per questo che nel 2014 sono già ben quattro i naufragi che nel complesso hanno significato un pesante bilancio di perdite di vite umane.

Prima della tragedia odierna, la più grave dell'anno, il 3 febbraio scorso un battello era affondato nel fiume Surma, causando la morte per affogamento di decine di persone. Tre mesi dopo, il 3 maggio, un barcone è colato a picco nel fiume Kalagacchia, con un bilancio di 35 morti. Il 15 maggio, infine, un altro traghetto si è inabissato nell'estuario del fiume Meghna, stroncando la vita di 58 passeggeri.

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SDA-ATS