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Bank of America responsabile di frode. A stabilirlo è stata una Corte federale di Manhattan. Ed è la prima volta che negli Stati Uniti una banca viene giudicata colpevole per un illecito legato alla grande crisi finanziaria, nata con l'esplosione della bolla dei titoli immobiliari tra la fine del 2006 e i primi del 2007.

Il secondo istituto di credito americano - basato a Charlotte, in Nord Carolina - è stato giudicato colpevole proprio per il suo coinvolgimento nella crisi dei mutui subprime. Nel corso del processo, durato quattro settimane, è stato accertato come Countrywide Financial Corp, ex società controllata da Bank of America, abbia venduto prodotti finanziari di "qualità scadente" a Fannie Mae e Freddie Mac, le due aziende specializzate in mutui ipotecari il cui fallimento diede il via alla grande crisi.

La pena da infliggere al gruppo guidato da Brian Moynihan sarà ora decisa dal giudice. Il Dipartimento di giustizia avrebbe chiesto il pagamento di una cifra pari ad almeno 848,2 milioni di dollari. Colpevole di truffa è stata inoltre giudicata anche l'allora dirigente di Countrywide Financial Corp, Rebecca Mairone.

Per l'amministrazione Obama - spesso criticata per non aver mai affondato davvero la lama nei confronti delle banche di Wall Street che hanno contribuito alla crisi - la decisione della Corte di Manhattan rappresenta una grande vittoria di immagine. Anche se quello conclusosi oggi resta solo uno dei pochissimi processi istruiti dopo l'inizio della crisi finanziaria che ha porttato alla più profonda recessione dall'epoca della Grande Depressione. Ma l'offensiva dell'amministrazione Usa contro le grandi banche nelle ultime settimane ha indubbiamente subito un'accelerazione. Secondo le indiscrezioni di stampa, la Federal Housing Finance Agency (FHFA) - l'agenzia federale che vigila sul mercato dei titoli immobiliari - per la vicenda dei mutui subprime starebbe per chiedere sempre a Bank of America una cifra pari a 6 miliardi di dollari, mentre altri 4 miliardi di dollari verrebbero chiesti a JPMorgan. Il gruppo guidato da Jamie Dimon starebbe quindi patteggiando una mega multa da 13 miliardi di dollari per regolare definitivamente tutti i ricorsi pendenti nei suoi confronti e collegati a presunti illeciti compiuti prima e durante la crisi.

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SDA-ATS