L'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro rallenta l'attività industriale: il barometro UBS per le piccole e medie imprese svizzere (PMI) registra a febbraio un netto calo, da -0,46 a -1,29 punti. Per le grandi imprese la flessione è più contenuta.

La contrazione interessa le PMI soprattutto in termini di ordinativi, livello di produzione e valutazione generale dell'andamento degli affari.

Per le grandi imprese il peggioramento della valutazione rispetto a gennaio risulta moderato, da -0,34 a -0,73 punti: nel complesso vantano una maggiore diversificazione rispetto alla piccola industria e probabilmente hanno già trasferito parte della produzione all'estero.

Lo choc monetario impatta non solo sulle esportazioni, ma anche sulle attività orientate al mercato interno. I tassi di disoccupazione più elevati e la ridotta crescita salariale dovrebbero avere ripercussioni indirette negative sulla dinamica dell'edilizia, affermano gli economisti di UBS.

Non sfuggono agli effetti dell'abolizione della soglia di cambio nemmeno i servizi, perlomeno sul medio periodo: per ora tuttavia la domanda si mantiene stabile, con risultati migliori per le grandi aziende rispetto alle piccole.

Il settore più esposto è comunque quello del turismo: i pernottamenti in albergo degli ospiti stranieri rappresentano circa il 55% del totale. Il turismo ha già risentito in larga misura dell'apprezzamento del franco nel 2011, senza più riuscire a tornare ai livelli precedenti.

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