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Alcuni rapaci conservati presso il Museo di storia naturale di Basilea

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Uno svizzero di 45 anni è sotto processo da oggi a Basilea per aver rubato penne di rapaci impagliati, ma anche intere ali, in musei naturalistici svizzeri ed europei, provocando danni valutati in sei milioni di franchi. La sentenza sarà pronunciata domani.

Il suo obiettivo era di entrare in possesso di piume di ogni specie di rapace e nella sua abitazione sono state sequestrate oltre 10'000 penne. Il ladro, di formazione ingegnere civile, è incensurato e in aula oggi ha espresso il proprio pentimento. I furti si sono protratti sull'arco di diversi anni e hanno riguardato i musei di storia naturale di Basilea, Berna, Neuchâtel, Vienna e Berlino.

L'uomo si spacciava per un esperto: spiegava ai responsabili dei musei che stava lavorando alla pubblicazione di uno studio specializzato e riusciva così ad aver accesso alle collezioni non aperte al pubblico. Grazie alle sue conoscenze ha persino segnalato ai curatori errori nelle schede informative riguardanti alcuni uccelli.

Le ruberie sono venute a galla su segnalazione del museo di Berlino, che ha lanciato l'allarme nel 2012. Nei confronti dell'accusato sono stati ipotizzati i reati di furto per mestiere e di danneggiamento. In totale ha rubato 458 oggetti per un valore stimato a 427'000 franchi.

Sul banco degli imputati anche un uomo di 44 anni, che ha ammesso di aver rubato penne di uccelli nel museo di storia naturale di Basilea dal 1996 in poi: i fatti sono parzialmente caduti in prescrizione e il processo si limita quindi ai furti avvenuti dopo il 2005. È peraltro accusato di ricettazione per aver accettato oggetti rubati dall'accusato principale. Il museo di Basilea ha intanto preso le prime contromisure: i pezzi più rari vengono esposti solo in locali separati e i magazzini, salvo eccezioni, non sono più accessibili.

SDA-ATS