Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Basta esclusione dai sacramenti dei divorziati risposati; le unioni di gay e lesbiche devono trovar posto nella Chiesa. Lo dicono i cattolici svizzeri che hanno partecipato al sondaggio e ai dibattiti voluti in tutto il mondo da papa Francesco.

I risultati sono stati inviati a Roma dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS).

I motivi di rottura d'un matrimonio sono troppo complessi perché si possa ancora ammettere la punizione globale inflitta dalla Chiesa in caso di nuove nozze, afferma la maggior parte dei cattolici confederati, che mostrano "grande comprensione per le situazioni concrete in cui un matrimonio si scioglie e una famiglia va in frantumi", si legge in un comunicato odierno della CVS.

Circa 6000 cattolici, uomini e donne, hanno partecipato a febbraio e marzo di quest'anno in Svizzera a numerosi dibattiti presinodali. Esigenze e punti di vista emersi da tali dibattiti sono riuniti in 570 rapporti. Numerose parrocchie e associazioni cattoliche hanno infatti dato seguito all'appello dei vescovi svizzeri a discutere le questioni inerenti al prossimo Sinodo sulla famiglia voluto dal Papa.

Gli esiti dei dibattiti confermano ed evidenziano le risposte ad un sondaggio online già effettuato a fine 2013, cui parteciparono più di 25000 persone. La Conferenza dei vescovi svizzeri ha inviato a Roma la sintesi dei dibattiti presinodali.

Dopo un primo Sinodo dei vescovi nel 2014, ne seguirà un altro quest'anno in ottobre, sempre a Roma, sulla stessa tematica, ossia matrimonio e famiglia.

Le discussione avvenute documentano beninteso "il largo apprezzamento di cui godono gli ideali di matrimonio e famiglia come annunciati dalla Chiesa", ma si fa avanti il desiderio di comprensione e apertura per le persone toccate da "scombussolamenti" famigliari. Soltanto una piccola minoranza delle risposte esprime l'auspicio di stretta osservanza della dottrina attuale della Chiesa con la sua rigorosa disciplina, annota la CVS.

Il partenariato di omosessuali e lesbiche deve trovar posto nella Chiesa: è il tenore d'un altro desiderio espresso dai cattolici svizzeri. Anche se viene perlopiù rifiutata l'assimilazione con il matrimonio religioso, emerge tuttavia un ampio consenso relativo alla benedizione dei partenariati.

Inoltre i dibattiti hanno rilevato che il matrimonio sacramentale, concluso in chiesa, è diventato un modello minoritario. Si auspica perciò che la Chiesa rafforzi il suo impegno nella preparazione e nell'accompagnamento dei matrimoni canonici e si adoperi a favore delle famiglie.

Il rapporto di sintesi dei dibattiti presinodali in Svizzera è consultabile sulla homepage della Conferenza dei vescovi svizzeri (www.ivescovi.ch).

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS