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Batterio killer: sempre più nel mirino germogli soia

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2011 - 13:34
(Keystone-ATS)

I germogli di soia sospettati di essere la fonte dell'epidemia di E. Coli sono sempre più nel mirino delle autorità sanitarie tedesche, anche se finora i test sono risultati negativi. "Tutto porta a questa società, tutto porta ai germogli", ha commentato oggi il portavoce del ministero dell'Agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Hahne, riferendosi all'azienda di Uelzen che produce i germogli.

Finora, i test eseguiti sui primi 23 campioni sono risultati negativi, ma sono in corso ulteriori esami sia a livello regionale, sia nazionale. "Bisogna aspettare", ha detto il portavoce, senza specificare però quando saranno resi noti gli altri risultati.

Ieri è emerso che 18 persone di Cuxhaven (Nord) che avevano mangiato i germogli incriminati in una mensa aziendale hanno contratto l'infezione del tipo Escherichia Coli Enteroemorragica (Ehec). Inoltre, tre dipendenti della ditta di Uelzen - addette al confezionamento dei germogli - hanno sofferto di diarrea nella prima metà di maggio e una di loro si è ammalata di Ehec.

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