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"La ripresa nell'Eurozona prosegue moderatamente", ma "i rischi al ribasso da crescita e commercio globali sono chiaramente visibili": lo ha detto il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi al Parlamento Ue.

Anche "le dinamiche dell'inflazione si sono indebolite, a causa dei prezzi bassi del petrolio e dell'effetto dell'euro forte", ha notato Draghi.

"Finora l'attività economica nella zona euro ha dimostrato un certo grado di resilienza verso le influenze esterne che tendono a indebolire la domanda. Mentre la domanda esterna è receduta, gli export dell'Eurozona sono aumentati. Il costo più basso dell'energia e la nostra politica monetaria stanno sostenendo i consumi e la creazione di nuovo capitale", ha detto Draghi.

Ma, a fronte di questo, restano rischi al ribasso e "la pressione dei prezzi resta sommessa". Perché "mentre la ripresa gradualmente rafforzerà l'impulso del processo dell'inflazione, la protratta debolezza dell'economia degli anni scorsi continua a pesare sulla crescita nominale degli stipendi, e questo può moderare la pressione dei prezzi".

"Per una normalizzazione dell'inflazione potrebbe servire più di quanto previsto a marzo, quindi all'incontro di dicembre riesamineremo le politiche monetarie", ha proseguito il presidente della Bce.

"Se concluderemo che il nostro obiettivo di stabilità dei prezzi a medio termine è a rischio, agiremo usando tutti gli strumenti disponibili nel nostro mandato per assicurare che un appropriato livello di politica monetaria accomodante sia mantenuto", ha detto Draghi.

Il programma di acquisto degli attivi è "considerato particolarmente flessibile e potente" e "abbiamo sempre detto che può andare oltre settembre 2016 nel caso non vedessimo un aggiustamento sostenuto nel cammino dell'inflazione", ha spiegato Draghi. Ma "altri strumenti possono essere attivati per rafforzare l'impatto del programma, se necessario".

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SDA-ATS