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Bce: von der Leyen, possibile procedura contro Germania

Fa discutere la sentenza della Corte Costituzionale tedesca sulla Banca centrale europea (Bce). KEYSTONE/AP/Michael Probst sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 maggio 2020 - 17:23
(Keystone-ATS)

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen non esclude la reazione dell'Ue alla sentenza della Corte Costituzionale tedesca sulla Banca centrale europea (Bce) possa portare all'avvio di una procedura d'infrazione contro la Germania.

Questa l'indicazione data oggi dalla stessa von der Leyen in una nota in cui ribadisce la competenza esclusiva della Bce in tema di politica monetaria e il potere vincolante ed esclusivo delle sentenze della Corte Ue.

La Corte costituzionale tedesca aveva in pratica ipotecato il quantitative easing. Con una sentenza che può avere grosse conseguenze su come l'Europa uscirà dalla crisi del coronavirus, i giudici hanno dato tre mesi di tempo al Consiglio direttivo per "una nuova decisione che dimostri che il 'Pspp' non è sproporzionato nei suoi effetti economici e di bilancio". Altrimenti la Bundesbank non potrà più parteciparvi.

Alla fine, il nodo da sciogliere resta sempre lo stesso: se la Bce - usando l'espressione della presidente Christine Lagarde - sia qui per "chiudere gli spread" oppure no. Che, letta da Karlsruhe, equivale a dire se la Bce, mentre combatteva la deflazione ieri, e lo shock da lockdown oggi, non stia facendo finanziamento monetario ai Paesi ad alto debito.

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