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Bce compra bond ma non calma mercati

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 agosto 2011 - 20:43
(Keystone-ATS)

Bce compra bond ma non calma mercatiLa crisi del debito avanza rapidamente, dalla periferia della zona euro arriva a minacciare il cuore del Vecchio continente e spinge la Bce ad intervenire con acquisti di bond già partiti e liquidità supplementare alle banche dalla prossima settimana. Ma nemmeno questo spegne l'incendio sui mercati: gli spread schizzano a nuovi record e le borse europee sprofondano.

Non più solo Italia e Spagna nel vortice del rischio contagio, ma anche la Francia oggi assiste all'impennata degli spread. E da Bruxelles parte l'allarme: "È chiaro che non abbiamo più a che fare solo con una crisi della periferia dell'area euro", ha avvertito oggi il presidente della Commissione Ue Josè Barroso.

Subito dopo, arriva la risposta della Banca centrale europea, attesa da governi e istituzioni. Francoforte lascia invariati i tassi ma scende in campo riattivando due delle sue misure anti-crisi piu potenti: l'acquisto dei bond dei Paesi sotto stress e "un'operazione supplementare di liquidità. per le banche, a partire dal 9 agosto, date le tensioni "particolarmente alte" sui mercati.

L'acquisto dei titoli "non si è mai fermato", ha spiegato Trichet nella sua attesa conferenza stampa. E proprio mentre il presidente parlava, i trader registravano un'attività della Bce sul mercato dei bond portoghesi e irlandesi. Ma al momento non ci sarebbero piani di comprare anche su altri mercati, compreso quello italiano e spagnolo.

Ma l'intervento a gamba tesa della Bce - non voluto da alcuni membri del consiglio direttivo - non calma la tempesta sui mercati: le borse europee scivolano sotto il 3% e bruciano oltre 170 miliardi di euro. Segno che gli sforzi dell'Europa non possono finire qui, tanto che Trichet e Barroso richiamano i leader al loro dovere: il "prima possibile", che significa già entro settembre, vogliono che sia operativo l'unico strumento in grado di blindare l'euro, ovvero il fondo salva-Stati (si chiama Efsf fino a metà 2013, dopodichè diventa Esm, o Fondo europeo di stabilità).

Barroso scrive ai leader dell'eurozona: il fondo deve poter "fermare l'attuale contagio", spiega, e quindi va non solo approvato in fretta e senza ulteriori vincoli dai parlamenti nazionali (il presidente ha già richiamato Zapatero dalle vacanze) ma va anche "ripensato" in tutti i suoi elementi. Anche nella sua taglia: deve - spiegano a Bruxelles - poter crescere oltre i 440 miliardi previsti, per arrivare a coprire emergenze più grandi della Grecia. Al momento, non sarebbe in grado di garantire prestiti sufficienti ad economie più importanti come la Spagna e l'Italia.

Anche Trichet mette fretta ai governi: i "rischi per l'Europa si intensificano", avverte, e finchè non ci sarà il fondo a garantire il salvataggio degli Stati in difficoltà, l'unica arma di difesa dell'euro continua a rimanere la Bce. Che non vede l'ora di affrancarsi.

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