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Il logo della fabbrica d'armi

KEYSTONE/URS FLUEELER

(sda-ats)

Nel settembre dello scorso anno in un deposito della fabbrica d'armi RUAG di Thun furono trovati 38 Kg di cocaina, nascosti all'interno di un container di motori per carri armati proveniente dal Cile.

La vicenda trovò ampio risalto sui media nel Paese sudamericano, ma in Svizzera non se ne è saputo nulla: ne ha ora dato notizia il quotidiano "Der Bund", citando oggi il rapporto d'attività 2015 della giustizia bernese.

La vendita della cocaina al dettaglio avrebbe potuto fruttare oltre 15 milioni di franchi, precisa il rapporto, in quanto si trattava di merce con una purezza dell'80%.

La droga era stata nascosta tra il materiale militare dell'esercito cileno partito dal porto Valparaiso e arrivato a Thun dopo essere transitato per Perù, Canale di Panama, Rotterdam e Basilea.

Interpellato dall'ats sul perché in Svizzera nessuno abbia informato sul ritrovamento, il portavoce della Procura cantonale bernese Christof Scheurer ha risposto: "Dal punto di vista legale non c'era alcun obbligo di farlo perché non sussisteva un pubblico interesse".

Un'inchiesta è stata aperta dopo il sequestro della droga. Poiché gli autori del reato e i destinatari della cocaina non hanno potuto essere identificati, il procedimento è stato congelato lo scorso giugno, ha aggiunto il portavoce. Se dovessero emergere novità sostanziali, in particolare da parte cilena, esso potrebbe però essere riaperto. La Procura bernese comunicherà al riguardo in ogni caso attivamente soltanto a indagine conclusa, ha detto Scheurer.

Secondo il portavoce, la Procura ritiene che nessun dipendente della RUAG sia coinvolto nel traffico: "La cocaina è rimasta per due settimane nel container aperto e non sorvegliato", se qualcuno nell'impresa fosse stato coinvolto non vi sarebbe rimasta tanto a lungo, ha aggiunto.

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SDA-ATS