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In prima svizzera, il canton Berna avvia un programma pubblico con finanziamenti privati per inserire rapidamente ed in modo duraturo nel mercato del lavoro i rifugiati riconosciuti e i profughi accolti a titolo provvisorio.

Il progetto pilota, della durata di cinque anni, dovrebbe costare circa 2,7 milioni di franchi. I poteri pubblici stabiliscono gli obiettivi e ne verificano il raggiungimento, mentre aziende private e fondazioni finanziano il progetto pilota, hanno spiegato i partecipanti al programma in una conferenza stampa di presentazione oggi a Berna.

I tre partner che partecipano al progetto sono il Dipartimento di pubblica sanità e di previdenza sociale, la Caritas locale e circa 70 imprenditori riuniti nell'associazione Fokus Bern. Il Cantone stabilisce un contratto di prestazioni con la Caritas. I privati forniscono i soldi sotto forma di prestito.

Poi - in base ad un sistema bonus-malus - se gli obiettivi sono raggiunti i finanziatori ricevono indietro il prestito; se sono superati, i guadagni vengono spartiti dal Cantone con la Caritas e la aziende private. Nel caso invece non si fosse realizzato quanto prestabilito, sia Caritas che gli imprenditori devono sobbarcarsi parte delle perdite. Il rischio finanziario per il Cantone è così ridotto.

Concretamente si tratta di integrare nell'attività professionale o di dare una formazione perlomeno alla metà dei circa 120 partecipanti al programma, ha chiarito Claudia Babst, della Caritas, aggiungendo che ancora non sono stati trovati i posti di lavoro necessari.

Lo scopo principale del programma non è di guadagnarci, e il rendimento degli investimenti è basso anche in caso di successo, ha sottolineato il presidente di Fokus Bern, Peter Stämpfli. Si tratta piuttosto di un investimento sostenibile per migliorare l'inserimento nel lavoro, con effetti positivi sia per la società sia per le finanze cantonali, ha aggiunto Stämpfli.

Il consigliere di Stato Philippe Perrenoud ha sottolineato che il programma è uno strumento per combattere la povertà, il quale, oltre a dare migliori opportunità ai rifugiati, comporterà anche risparmi nell'aiuto sociale. Il responsabile cantonale del settore ha ricordato che l'integrazione delle persone con una situazione di partenza svantaggiata riuscirà solo se gli imprenditori sono disposti a dar loro lavoro. "Collaborare con gli ambienti economici è indispensabile per favorire l'inserimento professionale".

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SDA-ATS