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Il governo cantonale bernese vuole ridurre drasticamente le prestazioni di aiuto sociale.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

Il governo cantonale bernese vuole ridurre drasticamente le prestazioni di aiuto sociale. In tal modo intende rendere più allettante la ricerca di un lavoro e alleggerire le spese del Cantone e dei Comuni.

Il progetto di revisione parziale della legge in materia, che sarà sottoposto al parlamento, intende in particolare ridurre il forfait di mantenimento (aiuto che copre i bisogni vitali senza spese sanitarie e di alloggio) a chi non compie sufficienti sforzi per integrarsi nel mondo del lavoro.

La proposta governativa prevede che il forfait sia del 10% inferiore a quanto fissato nelle sue linee direttive dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (CSIAS). Ad esempio una persona sola riceverebbe 887 franchi al mese, quando la CSIAS ne calcola 977.

Il taglio per giovani adulti dai 18 ai 25 anni potrebbe però essere ben più consistente, fino al 30% se i beneficiari non seguono alcuna formazione o se non esercitano attività professionale.

Sotto la mannaia della riforma non cadono invece i casi più precari, ossia i minorenni e le persone di oltre 60 anni nonché chi alleva da solo un bimbo di meno di un anno e chi ha la salute seriamente compromessa.

La revisione di legge dovrebbe comportare dai 15 ai 25 milioni di franchi all'anno di economie. Dieci milioni contribuiranno al programma di austerità, mentre il resto servirà a finanziare nuovi programmi di integrazione nel mercato del lavoro, ha spiegato Pierre Alain Schnegg (UDC), capo del dipartimento cantonale della socialità. Ad esempio, il contributo per l'integrazione professionale passerà dagli attuali 100 franchi mensili ai 300 previsti dalla CSIAS.

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SDA-ATS