Navigation

BE: polizia denuncerà oltre 150 dimostranti

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 gennaio 2012 - 14:42
(Keystone-ATS)

Ha avuto vita breve la dimostrazione non autorizzata indetta da attivisti di sinistra per ieri pomeriggio a Berna per protestare contro il Forum economico mondiale (WEF) di Davos: la polizia cantonale è intervenuta in forze, coadiuvata da agenti provenienti da Zurigo, Basilea e Ginevra, ed ha rapidamente preso il controllo della situazione. L'operato delle forze dell'ordine ha suscitato le critiche della sinistra.

Tra i 100 e i 150 manifestanti sono già stati accerchiati nel primo pomeriggio nei pressi della stazione. La maggior parte di essi era mascherata e ha lanciato petardi e altri oggetti sugli agenti. Gli attivisti sono stati portati in una guardina allestita nei giorni scorsi in un autosilo nel nordovest della città e controllati. Qui in serata è stato fatto uso di lacrimogeni dopo che, secondo la polizia, diverse persone hanno cercato di forzare i locali in cui erano rinchiuse. Solo dopo la mezzanotte gli ultimi manifestanti sono stati lasciati andare.

La polizia ha indicato oggi che intende denunciare 153 persone per sommossa. Diversi manifestanti dovranno anche rispondere di violenza o minaccia contro i funzionari, violazione della legge federale sulle armi e del divieto di mascheramento. Complessivamente sono stati controllati 172 attivisti, la maggior parte dei quali proveniente dai cantoni di Berna e Zurigo. Le forze dell'ordine hanno pubblicato in internet quanto trovato addosso ai dimostranti, in un veicolo e in un tombino nei pressi della stazione: grandi quantità di spray al pepe, passamontagna, maschere, caschi, occhiali protettivi e petardi.

Una piccola manifestazione si è tenuta comunque: un gruppo di un centinaio di attivisti è riuscito a raggiungere la chiesa dello Spirito Santo, di fronte alla stazione, dov'è pure stato accerchiato. Quasi tutti i partecipanti sono stati rilasciati dopo un controllo; alcuni sono quindi sfilati per il centro. Non si registrano danni.

La vasta operazione di polizia ha avuto come conseguenza il blocco di diverse strade del centro, anche per i passanti, e l'interruzione parziale delle linee di tram e autobus. Molti passanti hanno osservato stupiti la scena che si è loro presentata: relativamente pochi manifestanti e numerosi poliziotti, la maggior parte dei quali in tenuta anti-sommossa. Anche un idrante era pronto per l'uso.

Il gruppo AntiRep Bern, che aveva fornito in internet consigli ai dimostranti, ha definito l'operazione "sproporzionata" e criticato i lunghi tempi d'attesa in guardina. Partiti dello schieramento rosso-verde hanno chiesto un'inchiesta indipendente, mentre UDC, PPD e PLR hanno accolto favorevolmente l'intervento energetico delle forze dell'ordine.

Gli organizzatori della manifestazione avevano invitato a partecipare a "un raduno transregionale" sotto il motto "Wipe out WEF". Dopo che negli scorsi giorni erano girati numerosi appelli che invitavano a ricorrere alla violenza, la polizia aveva deciso di di non autorizzare alcun corteo nel centro storico e di procedere a un controllo degli attivisti che sarebbero comunque giunti a Berna.

Settimana scorsa il responsabile del dicastero cittadino della sicurezza Reto Nause aveva promesso che sarebbe stato fatto "tutto il possibile per evitare disordini". Nel tardo pomeriggio di ieri egli ha stilato un bilancio positivo dell'intervento di polizia.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?