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Il segretario generale dell'UDC Martin Baltisser e la sua supplente Silvia Bär non accettano la condanna per discriminazione razziale inflitta loro in prima istanza il 30 aprile scorso.

Hanno presentato quindi ricorso contro la sentenza presso il Tribunale d'appello del canton Berna. Lo ha annunciato Baltisser stamattina alla radio svizzerotedesca SRF.

I due funzionari dell'UDC hanno preso questa decisione per lottare a favore della libertà d'espressione, ha detto Baltisser. "Dev'essere possibile presentare le cose come sono accadute".

I due erano stati condannati dal Tribunale regionale di Berna ad una pena pecuniaria con la condizionale per l'inserzione pubblicitaria dell'UDC intitolata "Kosovaren schlitzen Schweizer auf!", (nella versione italiana: "Dei kosovari pugnalano uno svizzero", mentre in tedesco non è chiaro se si tratti di uno svizzero o degli svizzeri in generale). La denuncia era stata sporta da due kosovari.

Secondo la giudice, con questa frase tutti i kosovari indistintamente sono assimilati a dei criminali violenti, ciò che corrisponde ad una generalizzazione inammissibile.

A loro difesa, i due funzionari avevano detto che non era intenzione del partito discriminare qualcuno ma aveva voluto denunciare atti criminali. L'UDC, avevano aggiunto, non intendeva considerare tutti i kosovari allo stesso modo ma solamente evocare un incidente avvenuto a Interlaken (BE).

L'inserzione pubblicata nel 2011, due mesi prima delle elezioni federali, faceva infatti riferimento a un fatto di sangue avvenuto a Interlaken il 15 agosto dello stesso anno: dopo un diverbio in un ristorante, un kosovaro aveva accoltellato alla gola uno svizzero, già candidato democentrista al Gran Consiglio bernese, che aveva rischiato di morire dissanguato.

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SDA-ATS