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Le autorità della città di Berna erano al corrente del fatto che avrebbe potuto verificarsi una situazione critica con una manifestazione turca e una contro dimostrazione curda in agenda quasi contemporaneamente.

Lo ha indicato il direttore della sicurezza della città, Reto Nause, in un'intervista pubblicata oggi sul sito online della "Berner Zeitung". Ieri nella capitale le due manifestazioni si sono trasformate in disordini che hanno provocato il ferimento di 22 persone ferite, tra cui 5 agenti di polizia.

Il raduno turco alla Helvetiaplatz, organizzato dall'Unione dei turchi democratici europei (UETD) non era "in linea di massima di tipo militante", ha precisato Nause: la manifestazione era stata autorizzata dalle autorità, che avevano quindi il compito di garantirne uno svolgimento tranquillo.

La polizia bernese non aveva tuttavia previsto di dover fronteggiare una violenza di intensità come quella scaturita al momento del confronto tra i dimostranti turchi e i partecipanti alla contro manifestazione organizzata dai curdi, ha dal canto suo indicato il capo della polizia regionale di Berna Manuel Willi in un'intervista al quotidiano "Der Bund". Solo grazie alle buone protezioni antisommossa indossate dagli agenti è stato possibile evitare gravi ferimenti tra le forze dell'ordine.

"Alcuni manifestanti hanno picchiato i poliziotti alla testa con spranghe di metallo. Alcuni hanno riportato gravi contusioni". Secondo Nause, la polizia cantonale ha fortunatamente evitato che la situazione degenerasse ulteriormente: "non si è arrivati a un confronto diretto tra i due cortei di manifestanti".

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SDA-ATS