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La protesta sindacale

Keystone/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Unia, SEV e syndicom si sono dati appuntamento oggi a Berna presso le sedi principali delle Ferrovie federali svizzere (FFS) e della Posta per protestare contro la loro collaborazione con il servizio di trasporti Uber.

Secondo i sindacati è scandaloso che due aziende parastatali abbiano integrato nelle loro applicazioni mobili per la pianificazione dei viaggi dei servizi del gruppo statunitense che "viola sistematicamente la legislazione svizzera".

"Il modello d'affari di Uber si fonda sull'aggiramento della legge", affermano in un comunicato odierno congiunto i sindacati precisando che il gruppo - che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato via app mettendo in collegamento diretto passeggeri e autisti - non riconosce i suoi dipendenti in quanto tali, nega loro ogni diritto di lavoratori e rifiuta di versare i contributi dovuti alle assicurazioni sociali.

Inoltre Uber, "servendosi di un sotterfugio che costringe gli autisti ad una pseudoindipendenza, evita di pagare l'imposta sul valore aggiunto".

"Le FFS e la Posta si rendono complici di una violazione della legge", sostiene la presidente di Unia Vania Alleva, citata nella nota. "Il modello Uber inganna allo stesso modo lo Stato, i dipendenti e i clienti", aggiunge.

Daniel Münger, responsabile del settore Logistica di syndicom, mette in guardia dai pericoli provocati da un consolidamento di questo modello: "Uber intasca i profitti e fa ricadere l'intero rischio sugli autisti, a scapito delle condizioni di lavoro". Diversi di loro sono già stati segnalati dalla polizia e condannati per infrazioni dell'Ordinanza sull'ammissione alla circolazione (OAC) e dell'Ordinanza sulla durata del lavoro e del riposo (OLR 2), ricordano i sindacati nel comunicato.

Tra i compiti delle FFS e della Posta vi è lo sviluppo di nuove visioni sulla futura mobilità, "ma se il dumping sociale praticato da Uber è il prezzo che dobbiamo pagare per la mobilità futura, allora preferiamo rinunciarvi!" dichiara il presidente del Sindacato del personale dei trasporti (SEV), Giorgio Tuti. "Un partenariato con un'impresa che elude la legge e rifiuta di collaborare con le autorità (...) è tutt'altro che visionario, deteriora le condizioni di lavoro e avvelena il partenariato sociale".

Unia, SEV e syndicom chiedono "l'immediata cessazione di ogni collaborazione con un servizio di trasporti che ricorre a metodi di dumping".

Questa mattina si è inoltre svolta un'azione di volantinaggio in otto stazioni ferroviarie svizzere, volta ad attirare l'attenzione su questa "inopportuna collaborazione". All'azione hanno preso parte anche numerosi tassisti, pronti a difendersi contro la concorrenza sleale di Uber.

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SDA-ATS